E’ passato più di un mese dal giorno in cui gli eventi catastrofici, di cui tutto il mondo è ormai a conoscenza, hanno sconvolto e distrutto gran parte del Giappone, causando migliaia di morti, lasciando intere città ancora senza acqua né e gas, sotto la neve, che continua a cadere giù inesorabilmente.
A spaventare è, inoltre, il pericolo delle radiazioni sprigionate in seguito ai danni a carico della centrale nucleare di Fukushima, che sono causa di ulteriori danni ambientali e della salute personale di chi là vive e deve, dunque, trovare in qualche modo nuova speranza al proprio domani.

Sin dai primi giorni immediatamente successivi il terremoto e lo tsunami, la Croce Rossa Giapponese (JRCS) si è, pertanto, attivata per supportare il Governo locale per quanto riguarda gli interventi di prima emergenza, le cure sanitarie, il sostegno psicologico (attuato nei centri di accoglienza messi a disposizione dalle istituzioni locali), la distribuzione di materiali (quali scatole di primo soccorso, coperte, radio, torce), la raccolta di sangue e la gestione delle donazioni, che arrivano ormai da ogni parte del pianeta.

In Italia è possibile donare attraverso:

Per agevolare gli interventi sanitari nelle aree del Paese più difficili da raggiungere la JRCS ha messo a disposizione le proprie strutture sanitarie mobili, mentre alcuni elicotteri provvedono al trasporto dei feriti più gravi, così da accelerare i tempi di intervento.
E’ stato attivato, inoltre, grazie al supporto del Comitato Internazionale, un sito internet per agevolare la ricerca dei dispersi e dei propri familiari scomparsi, il quale al momento conta circa 6.000 iscritti tra i suoi utilizzatori, di cui un terzo sono giapponesi, che lo usano come principale strumento a disposizione per mettersi in contatto con i propri cari.

Una volta passata la fase critica di massima emergenza, le Società Nazionali della Croce Rossa e della Mezzaluna stanno valutando la possibilità di creare un intervento a medio termine, che, avvalendosi dei fondi donati a livello internazionale, possa aiutare la JRCS nella sua azione di erogazione di servizi primari (quali cibo, medicinali, carburante, vestiti, medicine o elettrodomestici) a tutti i nuclei familiari, che al momento, avendo perso la propria casa, si trovano a vivere all’interno di strutture prefabbricate.