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Un giorno “Nostro”
Ho perso il conto, di quante sfilate ho fatto,
di quante volte mi sono alzato alle cinque della
mattina per ritrovarmi con tanti visi assonnati
a Via Ramazzini, pronti per le “prove”,
quelle per la “sfilata” del 2 giugno.
Un collega d’ufficio una volta mi chiese:
“…ma perché, che è il
due giugno?...” ed io risposi “La
Nostra festa”.
Per chi come me ama dormire, Guidonia è
un nome che evoca terrorizzanti sveglie all’alba,
eppure tutti gli anni “ci ricasco”.
Mi prendo le ferie, rimetto la sveglia, mi lavo
il viso con l’acqua fredda e poi indosso
la divisa pronto per andare a rappresentare, nella
maniera migliore possibile, la Croce Rossa Italiana
innanzitutto e poi tutti i nostri amici Volontari
italiani…qualcuno che conosco avrebbe detto:
“da Bassano del Grappa a Mazara del Vallo”…
La riunione informativa è il momento iniziale
nel quale, anche quest’anno, mi sono divertito
a vedere quante facce nuove vi partecipano. Con
il mio “occhio clinico” di Monitore
ho curiosato tra i Volontari e le Volontarie dell’ultimo
Corso cercando di vedere quanti di loro avevano
trovato il coraggio di venire a sentire cosa avrebbero
detto Marco, il nostro Ispettore incaricato anche
quest’anno (ci sarà un motivo perché
il nostro Ispettore Regionale Marco Valerio Rosellina
incarica sempre il Ns. Gruppo no?...) di organizzare
la Compagnia di VV.d.S. che avrebbe iniziato le
prove per la sfilata e Paolo di Vincenzo, V.d.S.
del Ns. Gruppo incaricato da Marco di addestrare
la Compagnia.
Quest’anno scopriamo che il calendario delle
prove che si svolgono di norma presso l’aeroporto
militare di Guidonia, è più compresso
ma più intenso. E ci ritroviamo tutti a
scrivere gli orari, quasi fossimo tornati indietro
nel tempo quando segnavamo l’orario scolastico.
Marco cerca di gestire le innumerevoli richieste
di qualsiasi tipo (dal berretto “di marca”,
fino alla divisa ultimo modello con ABS e airbag).
A parte gli scherzi credo che i primi giorni per
chi si occupi di gestire la cosa sotto tutti gli
aspetti, siano i più carichi di lavoro
e di contatti a vari livelli.
Comunque è ora di provare e di vedere quanti
di Noi hanno la possibilità e l’abilità
di potersi calare in un’atmosfera decisamente
militare, con tanto di “Ordini”…”Silenzio!”
è il più ricorrente. Paolo e Marco
si sgolano: “…”e basta a regà”
tanto perché i romani sanno come farsi
capire. Avanti, Attenti, Riposo, Obliqui di qua
e di là e poi il terribile “Per fianco
sinistr”…un comando che inizialmente
associamo non a delle “File” di persone
che marciano ma piuttosto a degli “Archi”…ma
chi di noi non sbaglia?...Nessuno credo. Del resto
c’è chi arriva trafelato dopo una
giornata di lavoro che qualunque esso sia, sempre
lavoro è. E poi chi non lavora, fa “il
nonno” o “la nonna”…che
forse è pure peggio (parlando di impegno
fisico intendiamoci).
Però ci siamo e, soprattutto, ci crediamo.
E a un tratto Guidonia “Arriva”…e
con le prove nell’aeroporto anche il caldo.
Col giubbotto, per usare un eufemismo, “si
schiatta!!!”. Ed allora arriva il colpo
di genio di Paolo: “Oggi marciamo in t-shirt”…e
se avessimo avuto quelle trombe ad aria compressa
che si usano allo stadio, le avremmo suonate:
fantastico!
Peccato poi che il giorno dopo il termometro ha
deciso di farci tornare a fine marzo inizio aprile
scendendo di soli dieci gradi. Come poter dire
a qualche nostro familiare che ieri ero sotto
il sole cocente sull’attenti ed oggi invece
tremo dal freddo sotto la pioggia battente nella
stessa posizione di ieri? Capirebbero???...Chissà,
forse chiamerebbero lo psichiatra, ma del resto
noi “Serviamo la Croce Rossa” no?
Tra un tamburo e l’altro, una prova e l’altra
arriviamo compatti alla prova notturna. Per me
è una specie di condanna divina; se potessi
rinascerei “letto” e dunque è
facilmente intuibile quanto grande sia il mio
sacrificio, che però vedo condiviso da
molti, stando agli sbadigli di molti volontari
e volontarie sul pulmann della Polizia Penitenziaria
che ci ha scarrozzato in tutti questi giorni su
e giù da Roma a Guidonia e che stasera,
finalmente, ci porta al nostro “punto di
partenza” alle terme di Caracalla per questa
camminata notturna al chiaro di luna.
Dopo le prove di rito, “la rassegna delle
truppe” e “lo sfilamento” come
vengono chiamati in gergo, ci avviamo verso il
pulmann e rientriamo in Comitato alle sei di mattina,
ma prima di avviarci verso casa, ci becchiamo
un’altra giusta ramanzina di Marco e Paolo
che chiariscono alcune nostre “empasse”
dovute alla sovrapposizione dei vari tamburi presenti
lungo il percorso. Dopodichè per cominciare
allegramente la giornata, molti di noi non trovano
di meglio da fare che andarsene al lavoro. Freud
avrebbe avuto il suo da fare a studiarci…ma,
secondo me, se avesse letto “un Souvenir
di Solferino” avrebbe capito anche lui.
Fatto stà che dopo tante peripezie arriviamo
al grande giorno.
Personalmente, nonostante tante sfilate, ogni
anno mi emoziono, sempre, tanto. Ed è come
se fosse la prima volta. Sveglia, tanto per cambiare,
alle cinque e, alle sei, siamo in Sede a guardarci
in faccia con le nostre divise da “gran
gala”. Si sfoggiano le medaglie, i “nastrini”
e quant’altro faccia intuire le nostre esperienze
nella C.R.I.. Insieme a noi Antonietta, Vanessa
e Mauro vanno a rappresentarci sull’Altare
della Patria ove inizieranno le celebrazioni di
questa giornata di festa; la nostra.
Mentre aspetto che il Presidente della Repubblica
ci passi in rassegna mi guardo intorno e penso
alle tante anime della Croce Rossa, vedo ad esempio
le Infermiere Volontarie e penso che a volte dovrebbero
avere una maggiore capacità di umiltà
e capire che la Croce Rossa è un insieme
di Componenti unite per lo svolgimento dei compiti
istituzionali dell’Associazione. Vorrei
capissero che i Principi Fondamentali sono gli
stessi per noi e per loro.
A volte mi sembrano lontane, avulse dalla realtà,
poco ricettive alle necessità di chi si
rivolge alla Croce Rossa e, soprattutto, troppo,
veramente troppo isolate da tutto e da tutti.
Su questo credo proprio che la forza dei Volontari
del Soccorso sia proprio il sapersi adattare ai
bisogni della Gente e dell’Associazione
e tutti questi pensieri mi fanno assolutamente
inorgoglire, come del resto i saluti della Vice
Ispettrice Nazionale delle Infermiere Volontarie
che apertamente e sinceramente ha avuto il coraggio
di dire quello che tutte le Volontarie ed i Volontari
del Soccorso che hanno partecipato a questa esperienza,
volevano sentirsi – meritatamente –
dire: “Siete stati i Migliori”. Ragazzi
1 a 0 per noi e la partita è finita!
No, anzi, si comincia a marciare e dopo qualche
scroscio di pioggia tra le inusuali nuvole spunta
qualche raggio di tiepido sole che ci guida verso
la passeggiata archeologica, l’arco di Costantino,
il Colosseo, insomma posti che nessuno al mondo
ci invidia no?
Dulcis in fundo eccoci in via dei Fori Imperiali
dove veniamo accolti dai saluti della gente; italiani,
stranieri, grandi e piccoli che ci salutano con
sorrisi e con le mani tese. Qualcuno stringe un
tricolore e vedo, con la coda dell’occhio
un bambino con un berretto tricolore con scritto
“W il 2 giugno” che abbozza un saluto
militare a noi che di militare abbiamo poco, ma
di entusiasmo ed Umanità ne abbiamo da
vendere.
E poi tanti “ciao Mamma”, “Ciao
nonna, nonno” che mi fanno capire la nostra
omogeneità, il nostro essere aperti a tutti,
dai Dirigenti d’azienda agli operai, agli
artigiani più semplici. Potere della Croce
Rossa.
Scorriamo tra due ali di gente che aumenta man
mano che ci avviciniamo ai palchi delle Autorità
Istituzionali che omaggiamo con il nostro impegno
a sfilare allineati ed a testa alta, orgogliosi
di accompagnare il “nostro” Gianni,
Alfiere di tante giornate, abbracciato alla Sua
Bandiera, quasi cullato dal suono di tante medaglie
testimonianza dell’impegno umano, civile
e sociale della Croce Rossa Italiana in più
di centoquaranta anni di storia. Poi l’Altare
della Patria con l’omaggio al Milite Ignoto
ed infine un lungo, lunghissimo “Op, op,
op, e…op” a fianco della Gente e di
chi ci ripete ancora “Bravi”, “Viva
la Croce Rossa”.
Non ci rimane che radunarci vicino i nostri mezzi
e, mentre riceviamo telefonate e messaggi di congratulazioni,
di gioia per averci visto sfilare fieri e rappresentativi,
rientriamo velocemente verso la Caserma del Corpo
Militare C.R.I.
Terminiamo questa lunga avventura come di consuetudine
alla Caserma Pierantoni dove vengo incaricato
da Marco e da Paolo di “scambiare”
il mio ruolo di scorta alla bandiera con Gianni
e di diventare, per questo piccolo rush finale,
‘l’Alfiere….sono a bocca aperta
e mentre tengo dritta la Bandiera penso un po’
al mio primo giorno in C.R.I. al mio Corso. Mi
sembra quasi un sogno di abbracciare questa Bandiera
“Storica” e mi devo rivedere, poi,
in foto per capire che è successo davvero.
Che Onore, che emozione e che bello vedere Gianni
sorridente, soddisfatto di aver onorato il suo
ruolo di Alfiere nella maniera migliore possibile.
Arriva il Presidente della C.R.I., ci passa
in rassegna, bacia (come sempre) la Bandiera e
ci saluta con un breve discorso, seguito dalle
parole un po’ troppo retoriche di un Sottosegretario
“Forse emozionato da Noi?” invitato
dal Nostro Presidente Barra.
Noi già pensiamo
a cantare, a voce alta, ancora una volta il nostro
inno nazionale e a “tuffarci” su un
meritato “buffet” preparato per ringraziarci
di tanta fatica e di tanto impegno.
Rifocillati, rientriamo velocemente al Comitato
Provinciale dove il nostro Ispettore Nazionale
Vincenzo Scognamiglio, intende personalmente ringraziarci,
regalandoci parole di stima e di affetto insieme
all’Ispettore Regionale VV.d.S. Rosellina,
al nostro Ispettore di Gruppo Marco Cassini, al
nostro Istruttore Paolo Di Vincenzo che subissiamo
di hip, hip hurrà, riconoscimenti pienamente
meritati sul campo, se non altro per la voce che
ha perso in questi giorni di addestramento.
Tutte concordi insomma, le nostre figure gerarchiche
superiori, nel riconoscere la nostra professionalità
e la nostra bravura con tanti complimenti che,
una volta tanto, ci mettiamo in tasca, consapevoli
dell’impegno profuso in queste settimane
di sacrifici.
E’ uscito un bel sole a Via Ramazzini e
a noi non rimane che scioglierci con un urlo “Croce
Rossa” che ci accompagnerà nei ricordi
di questo due giugno 2007 fino al prossimo anno
dove ricominceremo, con terrore, a pensare al
“nostro”…”Per fila sinistr”.
Grazie a tutti, veramente,
Massimiliano Rafanelli
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