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- 2 GIUGNO 2007 -

FESTA NAZIONALE DELLA REPUBBLICA



Un giorno “Nostro”

Ho perso il conto, di quante sfilate ho fatto, di quante volte mi sono alzato alle cinque della mattina per ritrovarmi con tanti visi assonnati a Via Ramazzini, pronti per le “prove”, quelle per la “sfilata” del 2 giugno. Un collega d’ufficio una volta mi chiese: “…ma perché, che è il due giugno?...” ed io risposi “La Nostra festa”.
Per chi come me ama dormire, Guidonia è un nome che evoca terrorizzanti sveglie all’alba, eppure tutti gli anni “ci ricasco”. Mi prendo le ferie, rimetto la sveglia, mi lavo il viso con l’acqua fredda e poi indosso la divisa pronto per andare a rappresentare, nella maniera migliore possibile, la Croce Rossa Italiana innanzitutto e poi tutti i nostri amici Volontari italiani…qualcuno che conosco avrebbe detto: “da Bassano del Grappa a Mazara del Vallo”…
La riunione informativa è il momento iniziale nel quale, anche quest’anno, mi sono divertito a vedere quante facce nuove vi partecipano. Con il mio “occhio clinico” di Monitore ho curiosato tra i Volontari e le Volontarie dell’ultimo Corso cercando di vedere quanti di loro avevano trovato il coraggio di venire a sentire cosa avrebbero detto Marco, il nostro Ispettore incaricato anche quest’anno (ci sarà un motivo perché il nostro Ispettore Regionale Marco Valerio Rosellina incarica sempre il Ns. Gruppo no?...) di organizzare la Compagnia di VV.d.S. che avrebbe iniziato le prove per la sfilata e Paolo di Vincenzo, V.d.S. del Ns. Gruppo incaricato da Marco di addestrare la Compagnia.
Quest’anno scopriamo che il calendario delle prove che si svolgono di norma presso l’aeroporto militare di Guidonia, è più compresso ma più intenso. E ci ritroviamo tutti a scrivere gli orari, quasi fossimo tornati indietro nel tempo quando segnavamo l’orario scolastico.
Marco cerca di gestire le innumerevoli richieste di qualsiasi tipo (dal berretto “di marca”, fino alla divisa ultimo modello con ABS e airbag). A parte gli scherzi credo che i primi giorni per chi si occupi di gestire la cosa sotto tutti gli aspetti, siano i più carichi di lavoro e di contatti a vari livelli.
Comunque è ora di provare e di vedere quanti di Noi hanno la possibilità e l’abilità di potersi calare in un’atmosfera decisamente militare, con tanto di “Ordini”…”Silenzio!” è il più ricorrente. Paolo e Marco si sgolano: “…”e basta a regà” tanto perché i romani sanno come farsi capire. Avanti, Attenti, Riposo, Obliqui di qua e di là e poi il terribile “Per fianco sinistr”…un comando che inizialmente associamo non a delle “File” di persone che marciano ma piuttosto a degli “Archi”…ma chi di noi non sbaglia?...Nessuno credo. Del resto c’è chi arriva trafelato dopo una giornata di lavoro che qualunque esso sia, sempre lavoro è. E poi chi non lavora, fa “il nonno” o “la nonna”…che forse è pure peggio (parlando di impegno fisico intendiamoci).
Però ci siamo e, soprattutto, ci crediamo. E a un tratto Guidonia “Arriva”…e con le prove nell’aeroporto anche il caldo. Col giubbotto, per usare un eufemismo, “si schiatta!!!”. Ed allora arriva il colpo di genio di Paolo: “Oggi marciamo in t-shirt”…e se avessimo avuto quelle trombe ad aria compressa che si usano allo stadio, le avremmo suonate: fantastico!
Peccato poi che il giorno dopo il termometro ha deciso di farci tornare a fine marzo inizio aprile scendendo di soli dieci gradi. Come poter dire a qualche nostro familiare che ieri ero sotto il sole cocente sull’attenti ed oggi invece tremo dal freddo sotto la pioggia battente nella stessa posizione di ieri? Capirebbero???...Chissà, forse chiamerebbero lo psichiatra, ma del resto noi “Serviamo la Croce Rossa” no?
Tra un tamburo e l’altro, una prova e l’altra arriviamo compatti alla prova notturna. Per me è una specie di condanna divina; se potessi rinascerei “letto” e dunque è facilmente intuibile quanto grande sia il mio sacrificio, che però vedo condiviso da molti, stando agli sbadigli di molti volontari e volontarie sul pulmann della Polizia Penitenziaria che ci ha scarrozzato in tutti questi giorni su e giù da Roma a Guidonia e che stasera, finalmente, ci porta al nostro “punto di partenza” alle terme di Caracalla per questa camminata notturna al chiaro di luna.

Dopo le prove di rito, “la rassegna delle truppe” e “lo sfilamento” come vengono chiamati in gergo, ci avviamo verso il pulmann e rientriamo in Comitato alle sei di mattina, ma prima di avviarci verso casa, ci becchiamo un’altra giusta ramanzina di Marco e Paolo che chiariscono alcune nostre “empasse” dovute alla sovrapposizione dei vari tamburi presenti lungo il percorso. Dopodichè per cominciare allegramente la giornata, molti di noi non trovano di meglio da fare che andarsene al lavoro. Freud avrebbe avuto il suo da fare a studiarci…ma, secondo me, se avesse letto “un Souvenir di Solferino” avrebbe capito anche lui. Fatto stà che dopo tante peripezie arriviamo al grande giorno.
Personalmente, nonostante tante sfilate, ogni anno mi emoziono, sempre, tanto. Ed è come se fosse la prima volta. Sveglia, tanto per cambiare, alle cinque e, alle sei, siamo in Sede a guardarci in faccia con le nostre divise da “gran gala”. Si sfoggiano le medaglie, i “nastrini” e quant’altro faccia intuire le nostre esperienze nella C.R.I.. Insieme a noi Antonietta, Vanessa e Mauro vanno a rappresentarci sull’Altare della Patria ove inizieranno le celebrazioni di questa giornata di festa; la nostra.
Mentre aspetto che il Presidente della Repubblica ci passi in rassegna mi guardo intorno e penso alle tante anime della Croce Rossa, vedo ad esempio le Infermiere Volontarie e penso che a volte dovrebbero avere una maggiore capacità di umiltà e capire che la Croce Rossa è un insieme di Componenti unite per lo svolgimento dei compiti istituzionali dell’Associazione. Vorrei capissero che i Principi Fondamentali sono gli stessi per noi e per loro.
A volte mi sembrano lontane, avulse dalla realtà, poco ricettive alle necessità di chi si rivolge alla Croce Rossa e, soprattutto, troppo, veramente troppo isolate da tutto e da tutti.
Su questo credo proprio che la forza dei Volontari del Soccorso sia proprio il sapersi adattare ai bisogni della Gente e dell’Associazione e tutti questi pensieri mi fanno assolutamente inorgoglire, come del resto i saluti della Vice Ispettrice Nazionale delle Infermiere Volontarie che apertamente e sinceramente ha avuto il coraggio di dire quello che tutte le Volontarie ed i Volontari del Soccorso che hanno partecipato a questa esperienza, volevano sentirsi – meritatamente – dire: “Siete stati i Migliori”. Ragazzi 1 a 0 per noi e la partita è finita!
No, anzi, si comincia a marciare e dopo qualche scroscio di pioggia tra le inusuali nuvole spunta qualche raggio di tiepido sole che ci guida verso la passeggiata archeologica, l’arco di Costantino, il Colosseo, insomma posti che nessuno al mondo ci invidia no?
Dulcis in fundo eccoci in via dei Fori Imperiali dove veniamo accolti dai saluti della gente; italiani, stranieri, grandi e piccoli che ci salutano con sorrisi e con le mani tese. Qualcuno stringe un tricolore e vedo, con la coda dell’occhio un bambino con un berretto tricolore con scritto “W il 2 giugno” che abbozza un saluto militare a noi che di militare abbiamo poco, ma di entusiasmo ed Umanità ne abbiamo da vendere.
E poi tanti “ciao Mamma”, “Ciao nonna, nonno” che mi fanno capire la nostra omogeneità, il nostro essere aperti a tutti, dai Dirigenti d’azienda agli operai, agli artigiani più semplici. Potere della Croce Rossa.
Scorriamo tra due ali di gente che aumenta man mano che ci avviciniamo ai palchi delle Autorità Istituzionali che omaggiamo con il nostro impegno a sfilare allineati ed a testa alta, orgogliosi di accompagnare il “nostro” Gianni, Alfiere di tante giornate, abbracciato alla Sua Bandiera, quasi cullato dal suono di tante medaglie testimonianza dell’impegno umano, civile e sociale della Croce Rossa Italiana in più di centoquaranta anni di storia. Poi l’Altare della Patria con l’omaggio al Milite Ignoto ed infine un lungo, lunghissimo “Op, op, op, e…op” a fianco della Gente e di chi ci ripete ancora “Bravi”, “Viva la Croce Rossa”.
Non ci rimane che radunarci vicino i nostri mezzi e, mentre riceviamo telefonate e messaggi di congratulazioni, di gioia per averci visto sfilare fieri e rappresentativi, rientriamo velocemente verso la Caserma del Corpo Militare C.R.I.

Terminiamo questa lunga avventura come di consuetudine alla Caserma Pierantoni dove vengo incaricato da Marco e da Paolo di “scambiare” il mio ruolo di scorta alla bandiera con Gianni e di diventare, per questo piccolo rush finale, ‘l’Alfiere….sono a bocca aperta e mentre tengo dritta la Bandiera penso un po’ al mio primo giorno in C.R.I. al mio Corso. Mi sembra quasi un sogno di abbracciare questa Bandiera “Storica” e mi devo rivedere, poi, in foto per capire che è successo davvero.
Che Onore, che emozione e che bello vedere Gianni sorridente, soddisfatto di aver onorato il suo ruolo di Alfiere nella maniera migliore possibile.

Arriva il Presidente della C.R.I., ci passa in rassegna, bacia (come sempre) la Bandiera e ci saluta con un breve discorso, seguito dalle parole un po’ troppo retoriche di un Sottosegretario “Forse emozionato da Noi?” invitato dal Nostro Presidente Barra.

Noi già pensiamo a cantare, a voce alta, ancora una volta il nostro inno nazionale e a “tuffarci” su un meritato “buffet” preparato per ringraziarci di tanta fatica e di tanto impegno.
Rifocillati, rientriamo velocemente al Comitato Provinciale dove il nostro Ispettore Nazionale Vincenzo Scognamiglio, intende personalmente ringraziarci, regalandoci parole di stima e di affetto insieme all’Ispettore Regionale VV.d.S. Rosellina, al nostro Ispettore di Gruppo Marco Cassini, al nostro Istruttore Paolo Di Vincenzo che subissiamo di hip, hip hurrà, riconoscimenti pienamente meritati sul campo, se non altro per la voce che ha perso in questi giorni di addestramento.
Tutte concordi insomma, le nostre figure gerarchiche superiori, nel riconoscere la nostra professionalità e la nostra bravura con tanti complimenti che, una volta tanto, ci mettiamo in tasca, consapevoli dell’impegno profuso in queste settimane di sacrifici.
E’ uscito un bel sole a Via Ramazzini e a noi non rimane che scioglierci con un urlo “Croce Rossa” che ci accompagnerà nei ricordi di questo due giugno 2007 fino al prossimo anno dove ricominceremo, con terrore, a pensare al “nostro”…”Per fila sinistr”.

Grazie a tutti, veramente,
Massimiliano Rafanelli



foto del Servizio Relazioni Esterne e Documentazione

 

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