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Grazie Croce Rossa
Non è facile mettere nero su bianco le
emozioni legate alla parata del 2 giugno, se non
il fatto che tutto sia finito troppo presto.
Un mese di intensi preparativi si concentra in
quello che sembra essere un attimo.
I visi dei colleghi, il caldo appiccicoso, la
pioggia torrenziale, AVANTI MARSCH!!! l’inno
della Brigata Sassari cantato rigorosamente in
sardo, il Gatorade e la cioccolata Ritter, il
pullman della Polizia Penitenziaria e Anna che
canta “FACETE largo che passamo noiiiiii…”,
che quando si accorge dell’errore scoppia
a ridere trascinando tutti.
La prova notturna, Roma di notte è bellissima
(e umidissima).
La banda della Polizia di Stato che ci ha sempre
accompagnati nelle nostre marce dando il passo
(quello da non perdere MAI!), ma sotto il palco
non è lo stesso, la confusione, abbiamo
sbagliato, la tensione si scioglie, siamo un po’
giù di morale.
Ma Paolo ci rassicura, ci dà fiducia.
Il 1° giugno che non passa mai.
La mattina del 2 a via Ramazzini c’è
un’alta concentrazione di eccitazione e
di ansia, ma c’è anche la consapevolezza
che non possiamo sbagliare proprio oggi.
Via Cristoforo Colombo, finalmente ci schieriamo,
l’attesa è lunga, a tratti piove,
ma non avevamo chiesto bel tempo?
Poi, quasi a tradimento, arriva il comando A POSTO!!!
Ci siamo, si comincia. Gli onori alla bandiera,
la rassegna presidenziale. Da questo momento un
solo pensiero, non sbagliare, che però
in sé racchiude: non perdere l’allineamento,
non perdere la copertura, non perdere il passo.
Mica è facile considerando le gambe molli
ed il cuore in gola.
Il pubblico sento che applaude, che ci urla BRAVI!!!;
provo a vedere con la coda dell’occhio da
dove provenga questo entusiasmo. Troppo rischioso,
lascio perdere e continuo a marciare concentrata.
Via dei Fori Imperiali, tocca a noi, il mossiere
ci dà il via, in fondo sono solo 60 metri
di palco…
Tutto intorno diventa ovattato, ricordo solo il
tamburo della banda che suona, i comandi di Paolo,
la potenza dell’urlo CROCE ROSSA sotto al
palco presidenziale, ed il groppo alla gola che
si scioglie in lacrime che cerco ostinatamente
di trattenere, ovviamente senza riuscirci.
Sono felice e leggera, ma soprattutto orgogliosa
di aver nel mio piccolo rappresentato tutti quei
colleghi che, in quello stesso momento stavano
effettuando un intervento, aiutando chi ha bisogno,
regalando un sorriso.
Grazie Croce Rossa per questa indimenticabile
esperienza.
Grazie amore per aver condiviso tutto questo con
me.
Francesca Ferrara (VdS 33° Corso)
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