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- 2 giugno 2006 - 
"Impeccabili come sempre"

Considerazioni sulla Parata in onore della Festa della Repubblica
fatte da una Volontaria del Soccorso

Volontari ...aaa posto!

Ed e’ tutto un correre ognuno nella sua fila “allineato e coperto”! Così ha inizio un gioco che per tutti noi e’ stato tra i più seri, impegnativi ed emozionanti. Ma come e dove inizia questa avventura?

Sicuramente le sue origini più pratiche sono sulla scrivania dell’Ispettore Regionale Valerio Rosellina, ma sarete d’accordo tutti con me che le origini più antiche sono nei cuori di tutti. Ma di tutti, proprio tutti.

Come di consueto, la Croce Rossa Italiana ha dimostrato di sapere fare un gioco di squadra ad alto livello, dietro ad ogni passo di chi stava sfilando, c'erano i passi di tantissimi altri volontari che hanno permesso che questa avventura si svolgesse nel modo più piacevole e soddisfacente. Coloro che hanno marciato sono stati coccolati e viziati, in tanti si sono avvicendati per portare acqua, cioccolata, cornetti e dolcetti di ogni tipo.
E poi foto e riprese. E l'impagabile Federica, sempre disponibile a risolvere qualsiasi problema dai nastri per i capelli, alla gestione delle presenze. Da non dimenticare le numerose telefonate dei colleghi Volontari che si informavano delle ultime capacità militaresche acquisite e ti incoraggiavano.

Ma è indubbio che il vero regista è stato il marziale Maresciallo Salvatore Sorrentino, che in meno di un mese ci ha trasformati in una Compagnia d'Onore, ma che, soprattutto, ci ha fatti sentire una vera "Compagnia d'Onore". Il nostro caro Pino Ungaro, invece, ha provveduto a trasportare dal nostro cuore agli occhi di tutti l'onore e l'orgoglio di rappresentare i nostri colleghi.
Che emozione sapere che, mentre stavi sfilando, tutti quegli applausi, quei "grazie" urlati a squarciagola dalla folla, quei "sono volontari, sono in gamba", quei saluti compiaciuti di corpi militari ben addestrati, non erano diretti a te, ma a te che eri qualcosa di più grande, unico e forte: eri la Croce Rossa!

Allora in quel momento le gambe non ti tremano più, senti solo una grande emozione che ti sale agli occhi, perché sai che il simbolo della Croce Rossa non lo indossi sulla divisa, ma lo porti nel cuore come tanti, tanti altri che, come te, fanno della proprio volontà di aiutare, di difendere i diritti, di lenire le sofferenze di altri, un volontariato quotidiano, sotto il cielo di qualsiasi nazione, sulle strade di Roma come di Manshera.

Al prossimo anno dunque. Un caro saluto a tutti.

relazione a cura della VdS Claudia Mingoli

foto del Servizio Relazioni Esterne e Documentazione

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