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Volontari ...aaa posto!
Ed e’ tutto un correre ognuno nella sua fila “allineato e coperto”!
Così ha inizio un gioco che per tutti noi e’ stato tra i più seri,
impegnativi ed emozionanti. Ma come e dove inizia questa avventura?
Sicuramente le sue origini più pratiche sono sulla scrivania
dell’Ispettore Regionale Valerio Rosellina, ma sarete d’accordo
tutti con me che le origini più antiche sono nei cuori di tutti. Ma di
tutti, proprio tutti.
Come di consueto, la Croce Rossa Italiana ha dimostrato di
sapere fare un gioco di squadra ad alto livello, dietro ad ogni
passo di chi stava sfilando, c'erano i passi di tantissimi altri
volontari che hanno permesso che questa avventura si svolgesse
nel modo più piacevole e soddisfacente. Coloro che hanno
marciato sono stati coccolati e viziati, in tanti si sono avvicendati
per portare acqua, cioccolata, cornetti e dolcetti di ogni tipo.
E poi foto e riprese. E l'impagabile Federica, sempre disponibile a
risolvere qualsiasi problema dai nastri per i capelli, alla gestione
delle presenze. Da non dimenticare le numerose telefonate dei
colleghi Volontari che si informavano delle ultime capacità
militaresche acquisite e ti incoraggiavano.
Ma è indubbio che il vero regista è stato il marziale Maresciallo
Salvatore Sorrentino, che in meno di un mese ci ha trasformati in
una Compagnia d'Onore, ma che, soprattutto, ci ha fatti sentire
una vera "Compagnia d'Onore". Il nostro caro Pino Ungaro,
invece, ha provveduto a trasportare dal nostro cuore agli occhi di
tutti l'onore e l'orgoglio di rappresentare i nostri colleghi.
Che emozione sapere che, mentre stavi sfilando, tutti quegli
applausi, quei "grazie" urlati a squarciagola dalla folla, quei "sono
volontari, sono in gamba", quei saluti compiaciuti di corpi militari
ben addestrati, non erano diretti a te, ma a te che eri qualcosa di
più grande, unico e forte: eri la Croce Rossa!
Allora in quel momento le gambe non ti tremano più, senti solo
una grande emozione che ti sale agli occhi, perché sai che il
simbolo della Croce Rossa non lo indossi sulla divisa, ma lo porti
nel cuore come tanti, tanti altri che, come te, fanno della proprio
volontà di aiutare, di difendere i diritti, di lenire le sofferenze di
altri, un volontariato quotidiano, sotto il cielo di qualsiasi nazione,
sulle strade di Roma come di Manshera.
Al prossimo anno dunque. Un caro saluto a tutti.
relazione a cura della VdS Claudia Mingoli
foto del Servizio Relazioni Esterne e Documentazione

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